ERO

 

Della carne debole

Ero il volo superiore

Di un rosso infuocato

 

Ero il bianco tatto

Della solitudine

Il sentimento che si svolge

E rotola debole l’azione

Di un respiro senza fiato

 

Scioglievo l’assenza

Di un lago incantato

Il fragile canto lieto

E l’umore del suono stonato

 

Ora

Sento il vento debole

Del tempo

E del suo movimento

 

È solo una luce in volo

L’involto sentimento

 


AMARANTA

 

Sei aurora solitaria

Che vaghi l’intorno

Di un per sempre inviolato

 

Sei stanca come

Abbandonata è l’impressione

Di un fianco addormentato

PRIMAVERA IN DO MINORE

 

Fisso solino

L’umore fragile

Dove il violino

La nota posa

E tace la corda

Il suo riposo

 

 

 

Scherzo minore

Il vago porto

Dove la pioggia

Assorta e persa

Muove del suo pensiero

L’accorta posa

Il passo ride

L’ancora speciosa

COMPONIMENTO FUGATO

 

Siede il nulla

Che il vuoto vive

Nel bianco di un muro

Assenza, assenza!

 

Siamo il niente

Di memorie perse

Prati distesi a germogliare

Storie di amputati voli

L'assenza è

 

Balza l’assenza l’invisibile aria,

Vuoto chiaro di presenza il respiro sente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Senza titolo

 

La luce pone in capo al mentre,

Sequenza di poi,

Una corsa fantasma

Nella sua massima gravità esistenziale     

 


PROCEDURE ERMETICHE, come quaderni di un mammifero

Una grande immersione, un leggendario distacco.

Perché l'oscurità ha uno scopo ben preciso, come

la foglia di giglio in righe lente di inversa emotività.


 

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