Torvo questo mondo

In un lento movimento

Vive la natura in volo

LA MAGLIA E LA MEMORIA

 

Sbiadito abbraccio

Lascio gli acuti legami

I fragili segni

Di un respiro

Che fu di vita

Sfrenato

Ora

E' solo adagio

Sfinito e scolorito

Di un calco emotivo

Nella luce buia

Di un freddo tremolio

AMARANTA

 

Sei aurora solitaria

Che vaghi l’intorno

Di un per sempre inviolato

 

Sei stanca come

Abbandonata è l’impressione

Di un fianco addormentato

LEMANI

ERO

 

Della carne debole

Ero il volo superiore

Di un rosso infuocato

 

Ero il bianco tatto

Della solitudine

Il sentimento che si svolge

E rotola debole l’azione

Di un respiro senza fiato

 

Scioglievo l’assenza

Di un lago incantato

Il fragile canto lieto

E l’umore del suono stonato

 

Ora

Sento il vento debole

Del tempo

E del suo movimento

 

È solo una luce in volo

L’involto sentimento

VICTORIANA

In verso di nebbia, femminile

APRIRE IL CERCHIO

 

Dove vanno le persone,

Fuori dal nulla, mentre sono

Fragile sospensione?

Raccogli l’onda

Che il fuori rischiara

Mentre schiamazza

Il volo libero in aleatorio strato

Tra dimensioni fragili lo troverai

Lascia frammenti di pelle

Inclini al mondo

Verso il cielo stellato

Dell’amorfo giorno

Sete di vetro

Fuori l'onda

Il cosmo gira

E tu balli il secondo

Tesoro: un drappo di velluto,

Nell’influsso tondo

Del suono stordito

Di un bianco incontro

CAPPELLO CON SIGNORA IN ALA DI VENTO

 

Come voce d’estate

Che di cenere

Un granello grigio

Veste nuvole usate

Soffondere

Nell’immenso nericare

L’attesa    

TI HO VISTA

 

Al vento

Delle parole mai nate

Come perla di luna

Dell'equorea fragilità

Alll’ultimo battito di ciglia

Attraverso un soffio d’ombra:

Una luce d’inchiostro

Si fa coro lunare.

ATTIMO IN OMBRA

 

Imbiancava della fede la pelle

Mentre tu, tempo cupo,

che di sentieri respirati

questi luoghi smemorati passi

SMARRIMENTO (E MELODÌ)

 

Verso sera

Muove la melodia

Di un raggio di marzo

 

Quando risponde il piano

Nel tempo perso

Di un frullo floreale

Le nuvole prima del temporale fanno tremare

gli occhi, dopo la pioggia sembrano puntuali

e al loro posto.

Gli occhi lottano l’infinito,

i sentimenti vanno a passeggio con pareidolia,

nel passo di un pensiero,

l'immagine di neve si fa lieve.

Scherzo minore

Il vago porto

Dove la pioggia

Assorta e persa

Muove del suo pensiero

L’accorta posa

Il passo ride

L’ancora speciosa

COME È PASSATA LA NOTTE

 

È questa scia rossa

Di Zefiro

Che l’essere

Sfuma

Nell’arco di un gesto

 

E macera poi

Disorientato

L’alba di raggi

Di inodorose ortensie

 

Riconosce la presa

Di un canto immortale

Velo di un virus medusa

Vibrato

Il richiamo rauco

Continua

Gremito in un noi

La sfollata illusione

Che sfiora

La nota di fondo

In odore

emily dickinson's herbarium

La melanconia

Sfoglia l'orizzonte

Di adagi infranti

VISUAL DIALOGUE

MEMORIA

 

Vola come

D’inverno

Sui monti

I pini

CANTICA

 

Giorno d’estate

Sulla rosa antica:

Cantica di ali iridate,

Sul passo cupo.

IMPROVVISO D’AUTUNNO

VITTORIANO

 

Luce d’ombra

Alla finestra

Di un’affollata solitudine

 

Quando la mano stanca

Piega onirica

Una caotica infinitudine

L'INTORNO

 

Soltanto risveglio

Di serpentino anfibolo

L'intorno amaro

NENA'

 

E di grigio le ombre, lasciando mute memorie

Inversi respiri,

I neri vuoti traspirano in trame vive

FLUVIA DEGLI ACQUI-PERPETUI

 

Danzano

I continui

Accenti

 

Acqui-perpetui

Di spenti

Vaniloqui

 

E solitario

L’argento armento

Resta violento

Come il tormento

Come un ciglio stanco

Il desio

Beve errando

Avverse memorie

Riarse

舞妓-KYOTO SONG

 

Come un coro a bocca chiusa

Spirito gentile udir mi pare

  

E non so di luoghi lontani

Cosa attendo, in questo muto sonoro:

 

Restano

In un sempre

 

Di muti

Volti

Tersi

 

E di leggera ninna nanna

L'impronta

La notte mi racconta

LIEVE AGIO DI LUGLIO

 

Che strano

Quando la vita

Sembra scorrere

Con carnagione lieve

Sosta

Il silenzio annoso

E un’ombra di freddo

È acquerugiola di mute parole.    

Lucido, doloroso

Nel vento di primavera

Un seme è premuroso

AB ETERNO

 

Giardino d’inverno

Come perno materno

In fede di agonia

È spento di materia

 

Spoglio di petali vaghi

Voci di luce sono in preghiera

E affoga l'eterna attesa

PRIMAVERA IN DO MINORE

 

Fisso solino

L’umore fragile

Dove il violino

La nota posa

E tace la corda

Il suo riposo    

Spio il silenzio

Buca il prurito del giorno

 

Aria stanca di fiori

Odore pungente

Che già stagna

 

Avvolta nel tuo sguardo

Sono il porto scavato

Di silenziose parole

 

L’abisso profondo

Di sentimenti incauti

Di cenerina plastica

E mostri di lamiera

RIMOSSO

 

Senza apparire

Dicembre incanta

Un tramonto di luce 

MALOMBRA

 

L’ombra

Danza l’acqua

E muove

L’oscuro sonoro

Assolo perso

Di ciò che non è

Eterno

Come manto

Morso di assenze

あずみ - AZUMI

 

La quiete

Dorme nel silenzio

Un concerto di acqua tetra

Il tempo

Cade e ricresce

L’effimero eterno

 

Che ne è dell’aria

Allora

Come assopito resto?

 

Di quel fiore bianco

Che cola lievemente

Il suo movimento

Cedendo all’ariosa stola,

 

Fermo nel nido rosso

Di sonno che avanza.

STRANIRE

 

Essere

Nei sensi divaricati

Di amorose visioni

Dove vive

Il celeste palpito

 

Di un solo battito

D'ambrosia

 

Poi stranire

Di finitudine

Nella sua percezione

In allegria di notturni

Il sonno cammina

L’accordo fragile

Lento e greve

Il passo calmo

Di un misero soffio

 

Il suo canto fragile

Di rigore

è gracile

PIA

 

Rami e notturni

Gli infiniti istanti sepolti

Resta il morso di un sogno

RILETTURA DEL CHIAROSCURO

 

Anche le prigioni sono offuscate

 

Spazio plumbeo definito

In righe di pioggia

Da questa finestra

All’anima

 

Ritornano i mille suicidi

Rifà luce

 

Ritornano le prigioni

Letti chiari di oscurità

Nel blu impuro

Del primo chiaro di scuro

NEW WAVE

 

Invisibile senso

e densità protetta

MAISON SATIE

 

Sull'utilità

Dell'inutile

Debole

Fioco e vago

A-CI-DI

 

Sul timore ossessivo

Come virgole di vuoto

 

Carne deserta

Come sorriso violento

 

La gentile melodia

Sola nel cupo accento

AMNESIA

 

PERIFERIE ESISTENZIALI

 

 

In un grido

Le cose sepolte passano,

Restano

Nella ragione della carne

Allegro cupo

Nel meriggio moderato

L’andante rosso

Dell'oltre

Il distacco di autunni malati

E' quel che resta

 

Muto l'inverno

Il secco ramo muta,

e rotola l'eterno.

YUMANITA

COME

 

Accordo

Andante

Lontano

Riposa il verde

di un giaciglio

di rovi

COME LE MUTE TRAME, IN UNA TIMIDA PIETÀ 

 

Graffia il rumore

La voce umida

Come distorte

Estive arie

Tormentate di cicale

L'ultima nebbia

Riavvolge solinga

Il primo canto dell'ombra

Mio caro Lostwords,

sono terribilmente dispiaciuta per averti fatto preoccupare

per il mio ritorno quando tu hai così tante cose che ti affliggono.

D’ora in poi non dirò più nulla a riguardo. […]

Spesso vorrei compiacermi, nella monotonia delle relazioni,

di disquisire dottamente sulla tecnica fotografica come

nella mia migliore performance nel preparare il Chocolate

Fudge Pudding. Non avendo occasione che mi ripari, però,

dalla paura che il dissertare mi impone; Vano lo sforzo

di allontanarmi dal significato delle immagini (come dei versi),

sì impone alla testa l’indagine minuziosa, sottile del dettaglio

compositivo, il quale, ne sono sicura, non ha nulla a che fare

con il cuore. L’immagine non è del cuore, è solo l’alchimia

del pensiero nella voracità del mezzo che teniamo tra le mani. 

Ti lascio con questa carta: il nulla è forse la certezza che

nascondiamo qualcosa!?    Con affetto, M

久子  

 

Qualche volta la fotografia muove “il non vedo”,

una frattura, uno iato. Allora la luce dovrà essere

arte della lucidità e l’enorme fatica sarà trovare

una nuova logica compositiva.

Ciò che appare

Trasecolato

Di quel pensiero

Che infrange la distanza

E vaga il profumo

In spavento acerbo

In finestre interiori

Di iris e ginestra

COMPONIMENTO FUGATO

 

Stanza, solitaria

Al suon dell'aria fugge

Il mio immoto esistenziale    

NOTA SULLA TRANCE EMOTIVA DI GRETA FRAU

 

[...] è algido e doloroso quando lo sguardo

preme dal basso verso l’alto. L’amore è

ingeneroso, sorvola segreti immobili e

incantati, notti stanche e solitudini disincantate.

Chi ha amore porta la sofferenza di esplorare

l’insondabile, comprendo solo ora il desiderio

di una biblioteca delle immagini mai viste.

Sono sicura che il mio pensiero è l’inclinazione

amorosa del giorno che lei aspetta.

AUTORITRATTO IN NERO

 

Suona il buio muto

E gli strappi, la pioggia

È notte vaga.

 

Bianco tremito,

Un velo di luna sa:

L'angoscia nera.

ANEMONE CON SIGNORA

 

Come veleno debole

Di un anemone bianco

 

Come il ritorno stanco

Di un fiore del vento 

 

Sei passo parco

Assenza

 

Quando

Di fragili corolle

 

Sei velluto onirico

Di mancanza

ROMANZA NERA

 

 

 

Disorientate carte

Una nota di testa

In dissonanza parte

Procedure ermetiche:

una grande immersione

un leggendario distacco

[...] Ora ti lascio, sto seguendo il gatto grigio della

signorina Egg Farley. La pioggia è invero un’opera

meravigliosa, ma la quercia che osservo dalla finestra

è stata brutalmente decapitata.

Non mi viene in mente altro da dire. Con affetto, M

CERCANDO PERCHE'

 

La tua visione immortale si è adempiuta-

Tanto semplicemente giunge infine l’abisso!?

Ci sorprende la mancanza, ma questa è solo il

Passeggero invisibile che non si può descrivere

a parole ma solo avvertire nel mare che si rallegra

di segreti ansimanti, mentre la luce del chiaroscuro

grida la sua minaccia. Questa tua creatura non

ha avuto una fase iniziale, sembra essere partita

dal culmine. Gli esseri umani si innalzano, ma

non discendono mai. Lo vedo, ogni cosa vola

alta di velocità, ma per una volta consumarsi

nel suono, lento e basso, nell’elegia di un’eco!?

NERO IN VERSO

 

Sfumi d’inquietudine, celle sparse, grigi ghiacci

Tremiti segreti tenuti all’ancora

Di fiamme soffocate

O l’orrore del vuoto, vertigine

Dell’anima rumorosa

Placabile in esuli carezze

- L’abbaglio di un sogno

Sabbia nel vuoto reale, non ricordi?

E il reclino, che si apriva

All’unico orizzonte del sono,

Capo dell’impressione, in fresche

Bocche fragili d’immense radici,   

-Non lo ricordi sopra il fumo

Delle forme

Il sapore magico apparso?

 Ramo su ramo

Salendo l’aria immota

Di un fondo musico

Correre di danza

 Come ali

Lievi di stupore al vento,

Nessuno mai

Vide in volo

I lievi piedi

SIAMESE TWINS

 

È quasi il tempo della necessità, il tempo grigio, che trasfigura

immaginarie periferie esistenziali, è il divenire delle cose in

frammento umano. Sono i frammenti della profonda umanità

a cui nessun uomo può sfuggire, ci si sottrae solamente nel

momento in cui consumiamo l’atto della nostra presenza.

Io insisto, non è il cuore, è l’intenzione della mente

che dà un senso all’immagine. 

RITRATTI IN NOTA LIMINARE

Spoglio evidente

Povero

E scarno

久子 - Hisako

 

E il sangue

Non tace il silenzio

Di un nido ancestrale.

 

Quale giorno è atteso

Di nero fetale?

RITRATTO IN OTTOBRE

 

Stonato

Come adagio

Di cose aspettate

Sul dubbio lento

Di un ritratto

Ormai spento

Il suono di brevità

Resta lontano

In venti persi

Nella polvere

Che pensi

Caro Scomposto Ritratto,

alle volte penso che il silenzio è l’unico decoro che ci rimane,

in una vita dove nulla rimanesse da pensare, tu e io

non ci sentiremmo a casa.    

Con affetto, M

PER LOUISE

 

L’invisibile senso è densità protetta ?

Per i votati, l’invisilbile è Assenza,

ma se l’Assenza è presenza densa ?

COME

 

Foglia di giglio in cerca di pensiero,

in righe lente di inversa emotività

L'ASSENZA È

 

Balza l’assenza l’invisibile aria,

Vuoto chiaro di presenza il respiro sente.

La luce pone in capo al mentre,

Sequenza di poi,

Una corsa fantasma

Nella sua massima gravità esistenziale    

Si cade come

Di colore

Sulla forma

Il significato spoglio

 

Il suono attutito di perse

memorie riverbera

 

Il sorriso deserto

Veste l'ombra

Della mia attitudine

Il tramonto respira

Tra i rami

Autunnali di quercia

 

Soffoca lento

Nel buio

Tra le foglie

 

Dove gli occhi

Rimbalzano il fruscio

Di serotini singhiozzi

Tempesta accesa

O venti vuoti

 

Bevo il sorso

Di un abissale moto

 

Inquieta assonanza 

Di mai

 

O mistica incertezza

Dei sensi 

Oggi il nulla sembra lieve

E non ci scuote

Dal profumo di rose brevi

 

Mentre il silenzio

Evoca spine fiere

 

Oggi sono pelle

Fragile

Di stelo

Riflesso docile

Che dal seno fuggivi

Il vagare indistinto

Ora stringi la salita

In note

Ritorni il grembo

Di un accordo.

O musico 

Immaginario lago

Il fiore di parole,

O virgole di volo

Come petali in capriole.

PASSOVER

ADULTITA': I POSSIBILI